giovedì 6 luglio 2017

En este desierto caerá mi cuerpo/Su questo deserto cadrà il mio corpo
(trad. Marcela Filippi)

He murmurado contra ti el impávido epitafio
de los que aún duermen,
y las cínicas palabras de los que no dicen: te amo,
o te extraño.

He vociferado contra ti
el árido epitafio de las voces interdictas
y
un prolijo coro de dementes hacinados
que le cantan sólo a tu belleza.

Eres tú la que dirá...
No creo en la distancia y en el tiempo.


Ho mormorato contro di te l’impavido epitaffio
di coloro che ancora dormono,
e le ciniche parole di quelli che non dicono: ti amo,
o mi manchi.

Ho vociferato contro di te
l’arido epitaffio delle voci interdette
e
un prolisso coro di dementi ammassati
che cantano solo alla tua bellezza.

Sei tu che dirai...
Non credo nella distanza né nel tempo.

mercoledì 5 luglio 2017

Ah, que tú escapes en el instante/Ah, che te ne scappi nell’istante

Ah, que tú escapes en el instante/Ah, che te ne scappi nell’istante
de/di José Lezama Lima
(trad. Marcela Filippi)

Ah, que tú escapes en el instante
en el que ya habías alcanzado tu definición mejor.
Ah, mi amiga, que tú no quieras creer
las preguntas de esa estrella recién cortada,
que va mojando sus puntas en otra estrella enemiga.
Ah, si pudiera ser cierto que a la hora del baño,
cuando en una misma agua discursiva
se bañan el inmóvil paisaje y los animales más finos:
antílopes, serpientes de pasos breves, de pasos evaporados,
parecen entre sueños, sin ansias levantar
los más extensos cabellos y el agua más recordada.
Ah, mi amiga, si en el puro mármol de los adioses
hubieras dejado la estatua que nos podía acompañar,
pues el viento, el viento gracioso,
se extiende como un gato para dejarse definir.


Ah, che te ne scappi nell’istante
in cui avevi ormai compiuto la tua definizione migliore.
Ah, amica mia, che tu non voglia credere
alle domande di quella stella da poco recisa,
che bagna le sue punte in un’altra stella nemica.
Ah, se potesse essere vero che all’ora del bagno,
quando in una stessa acqua discorsiva
fanno il bagno l’immobile paesaggio e gli animali più raffinati:
antilopi, serpenti dai passi brevi, dai passi evaporati,
sembrano tra sogni, senza ansie alzare
i più lunghi capelli e l’acqua più ricordata.
Ah, amica mia, se nel puro marmo degli addii
avessi lasciato la statua che ci poteva accompagnare,
dunque il vento, il vento grazioso,
si estende come un gatto per lasciarsi definire.

martedì 4 luglio 2017

Poema de Santos Domínguez Ramos

Galope frío/Galoppo freddo
(trad. Marcela Filippi)

He quedado esta tarde con mis huesos,
con mis doscientos huesos y pico que aún sostengo,
para irlos repasando uno por uno
en el centro del bosque y en silencio.

Para limpiar las huellas que el tiempo ha ido dejando
en su materia frágil, en la médula misma,
en donde duelen más los días que se han ido.
Donde espera la nieve
un gólgota de huesos olvidados:
la escápula, la pelvis, los fémures, las vertebras...

Hay tardes como esta en que me gustaría
vivir en la frontera lateral de mi historia,
abdicar de los días y la carga severa
que arrastra aquel que cumple una condena
a conciencia perpetua del pasado.

Depongo hoy la palabra,
la torpe latitud de la memoria,
el húmero, los libros
bajo la luz escasa de noviembre.

Me quedo para siempre en la herrumbre del signo
que trazan en el cielo,
indiferentes, lentos,
helados, los planetas.


Son rimasto questa sera con le mie ossa,
con le mie duecento ossa e rotte che ancora sostengo,
per ripassarle una ad una
nel centro del bosco e in silenzio.

Per pulire le tracce che il tempo ha lasciato
nella sua materia fragile, nel midollo medesimo,
dove fanno più male i giorni che sono andati.
Dove attende la neve
un golgota di ossa dimenticate:
la scapola, il bacino, i femori, le vertebre...

Ci sono sere come questa in cui vorrei
vivere nella frontiera laterale della mia storia,
abdicare dai giorni e dal severo carico
che trascina colui che compie la condanna
coscienziosamente perpetua del passato.

Depongo oggi la mia parola,
la goffa lentezza della memoria,
l’omero, i libri
sotto la fievole luce di novembre.

Rimango per sempre nella ruggine del segno
che tracciano in cielo,
indifferenti, lenti,
freddi, i pianeti.

domenica 25 giugno 2017

La morte di Rodotà

La morte di Rodotà



Non c’è molto da dire sulla storia di Stefano Rodotà; lo hanno detto (come al solito) a gran voce, come se sempre lo avessero difeso e stimato tutti (solita carnevalata italiana!) e lo diranno fino a quando sarà sepolto (forse!).
Per me, è morto l’uomo che più di chiunque altro abbia rappresentato la vera espressione di libertà: mai ideologico, rigoroso, sguardo limpido! Un punto fermo che ha reso onore con la sua dedizione e onestà intellettuale alla Vera Democrazia. Mi ha fatto comprendere, e amare l’importanza del Diritto a cui tutti abbiamo diritto (spesso giocava con questi termini), e ha introdotto il concetto di amore, quello fatto di passione, in una delle discipline che da sempre vengono accostate alla razionalità, alla freddezza, perché da sempre proposta con l’espressione più grigia, e quindi mai conciliante col sentire comune. Era simpatico, aveva un eloquio bello, fluido, convinto, vicino alle persone. Ho provato un dispiacere enorme quando è stato tradito dalla sua Sinistra: quella che ha contribuito a fare tanti danni, e che continua a farne. Sono certa che sarebbe stato il vero Guardiano della Costituzione, che sarebbe stato un Presidente della Repubblica eccellente, e anche molto amato, forse, più di Pertini, perché più competente, e perché avrebbe difeso il suo Paese forte della sua preparazione e profonda conoscenza del Diritto
Quanto mi mancherà, quanto lo penserò, perché per me è stato il riferimento che avrei voluto trovare in politica, che purtroppo non c’è da troppo tempo; e perché figure come la sua rendono onore alla vita, sono da ammirare, e suggeriscono che si può combattere l’ingiustizia attraverso strumenti che si chiamano LEGGI.
A lui, al Prof. Stefano Rodotà, va tutta la mia stima, affetto e gratitudine, per aver dedicato la sua vita, alla nostra vita.
E’ con estrema emozione che scrivo queste parole di saluto rivolte allo spirito di quest’ uomo di immenso valore che ha accompagnato tutta la mia vita in Italia.