giovedì 10 agosto 2017

REGRESO DESDE EL PIREO/ RITORNO DAL PIREO

de/di José Ángel García Caballero
(trad. Marcela Filippi)

De vuelta, en el metro, alguien que pudo haber sido pescador, los años se cuelan en su piel y en su frente, se sienta junto a la ventana y mira el desgaste de las fachadas que, seguramente, conoce desde hace muchos viajes. Ahora con sus dedos da cuenta del trasiego de la luz sobre las casas con movimientos rituales que recorren su viejo kombolói. Pasan las estaciones como pasan pequeñas iglesias a lo largo del trayecto, lo observo santiguarse cada vez que las ve: un movimiento rápido, discreto que baja la mirada y promete la paz con la memoria. Viene del exilio de sus manos de niño, las llagas anudadas a favor de los vientos, y así entiende la ruina, la fatiga del héroe.


Di ritorno, in metro,
qualcuno che potrebbe essere stato pescatore, gli anni s’infilano
nella sua pelle e nella sua fronte, si siede accanto alla finestra e guarda
il logorio delle facciate che, sicuramente, conosce
dai molti viaggi. Ora con le sue dita
finisce lo spostamento della luce
sulle case con movimenti rituali
che ripercorrono il suo vecchio komboloi.
Passano le stazioni così come passano piccole
chiese lungo il tragitto,
l’osservo farsi il segno della croce ogni volta che le vede:
un movimento rapido, discreto, che abbassa lo sguardo e promette la pace
con la memoria. Viene dall’esilio
delle sue mani di bambino, le piaghe annodate
a favore dei venti,
e così comprende la rovina, la fatica dell’eroe.

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